NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione, consideriamo che accetti il loro uso. Per saperne di piu'

Approvo

Giancarlo Barbadoro è giornalista, scrittore, poeta, musicista e conduttore radiotelevisivo.
Il suo campo di studi principale è quello delle tradizioni celtiche e preceltiche e dei Popoli naturali (o popoli indigeni) del pianeta nel loro aspetto filosofico e mitologico.

Da sempre impegnato nelle battaglie per i diritti di chi non ha voce, nel 2001 ha fondato la Ecospirituality Foundation Onlus, una organizzazione in stato consultativo con l'ONU, con uno staff composto da Nativi americani, Nativi australiani e Nativi europei, che lavora alla tutela della spiritualità e dei luoghi sacri dei Popoli naturali. Con la Ecospirituality Foundation si batte anche per i diritti degli animali, tema che lo appassiona profondamente e a cui dedica molte delle sue poesie.

È delegato ONU in veste di rappresentante di cinque organizzazioni indigene e autoctone di vari continenti. Nel 2011 ha fondato la Scuola di Kemò-vad Sole Nero per la divulgazione dell’antica disciplina di origini druidiche definita anche “L’Arte del Gesto”.

La sua ecletticità lo porta a spaziare in vari campi artistici tra cui la pittura, la poesia e la musica. La sua ricerca musicale si ispira all’ “Arte alchemica del Silenzio”, un percorso ispirato alle antiche tradizioni dei druidi del Nord Europa, che esprime attraverso il flauto e le tastiere.

Ha scritto numerosi saggi sulla mitologia, la meditazione e le tradizioni preceltiche e pubblicato varie raccolte di poesie e album musicali. È membro del gruppo musicale LabGraal in qualità di flautista, poeta e compositore.

Gli esordi: Astronomia, archeologia e fenomeni non convenzionali

Il suo interesse per le antiche tradizioni nasce già da giovanissimo, quando l’incontro fortuito con una comunità tradizionale autoctona delle valli piemontesi lo introduce ad una Storia sconosciuta che diventerà il filo conduttore delle sue ricerche. Da questo incontro nasce il suo interesse per le antiche civiltà scomparse, per il megalitismo e per la spiritualità della meditazione.
Interessato fin da giovanissimo alle scienze d’avanguardia e ai campi di studio non convenzionali e a tutti i fatti straordinari che rimangono a margine della scienza ufficiale, nei primi anni ’60 inizia la sua collaborazione con la rivista Clypeus, cronache dell’insolito, diretta da Gianni Settimo. Nel 1965 con la redazione di Clypeus organizza a Torino il 2° Convegno Nazionale di Clipeologia presso l’Aula Magna del Convitto Nazionale Umberto I, a cui partecipano ricercatori e scrittori tra cui Raymond Drake, Benedetto Lavagna e Roberto Pinotti. Il convegno è stato seguito dalla RAI, dalla televisione Svizzera e vari quotidiani nazionali italiani.

Nel 1967 fonda a Torino il Centro Culturale Jules Laforgue, il cui nome è ispirato al poeta francese omonimo. Il Centro si occupa di astronomia, archeologia, ufologia, astronautica e parapsicologia. Nello stesso anno fonda la rivista Laforghiana, pubblicazione indipendente di scienze, lettere e storia.

Nel 1970 fonda l’Osservatorio Astronomico comunale di Ceres (TO) insieme con Giancarlo Rolando, allora Sindaco di Ceres, e Mario Anesi e ne diviene vicedirettore.

Nel 1971 inizia la sua collaborazione con Corrado Tedeschi, fondatore dell’omonima casa editrice di Firenze, scrivendo per Il Giornale dei Misteri fin dai primissimi numeri, rivista fondata e diretta da Tedeschi, che si occupa di ufologia, clipeologia, scienze d’avanguardia e astronomia.

Nel 1972 intraprende una collaborazione con Peter Kolosimo, pseudonimo dello scrittore Pier Domenico Colosimo, scrivendo numerosi articoli sul tema dei Templari e delle religioni precristiane per la rivista Pi-Kappa fondata e diretta da Kolosimo.

Le sue ricerche sugli antichi miti europei e la sua passione per l’archeologia lo conducono sulle tracce di Rama, un’antica città leggendaria che sarebbe esistita in una vasta area del Piemonte in ere arcaiche. Sulle tracce della leggenda, Barbadoro conduce una ricerca sugli antichi reperti megalitici del Piemonte con l’archeologo Mario Salomone. Insieme scoprono il complesso megalitico in cui spicca il “mascherone tolteco” di Villar Focchiardo di indubbio valore storico e altre strutture similari che giacciono oggi coperte per preservarle.
Nel corso delle sue ricerche Barbadoro porta alla luce l’antico mito della città di Rama, rimasto vivo fino a fine ‘800, ma poi sepolto nelle pieghe della storia. Dalla riscoperta di Barbadoro degli anni ‘70 il mito della città di Rama è riapparso nella storia, nelle cronache, nei romanzi e nelle trasmissioni televisive che ancora oggi ripropongono l’antico mistero.
In quegli anni Barbadoro attiva un foyer culturale in cui si discute di archeologia, mitologia e scienze non convenzionali, e frequenta i salotti esoterici di Torino di quel periodo, collaborando con personaggi come il radiestesista Benedetto Lavagna e il ricercatore Gustavo Rol.
Sempre in quegli anni gli viene richiesto di condurre un corso di “esoterismo e meditazione” per uno storico ente esoterico di Torino, con lo scopo di qualificare i suoi esponenti.

Una nuova era culturale

Nella Torino-dormitorio per dopolavoristi di fine anni ’70, inizio anni ’80, Giancarlo Barbadoro dà il via ad una iniziativa destinata a dare una svolta alla cultura della città e ad ispirare innumerevoli filoni culturali.

Fonda in quegli anni il Centro Culturale Spazio 4 che si occupa di archeologia, astronomia, esobiologia, parapsicologia, meditazione, spiritualità. Lo scopo è quello di proporre una ricerca tra scienza e spiritualità, senza confini o barriere ideologiche. L’iniziativa si collega a una corrente europea di rinascimento spirituale che in quegli anni ha visto nascere un movimento culturale che è sfociato in quella che attualmente è conosciuta come New Age.

L’iniziativa Spazio 4 suscita un enorme interesse soprattutto tra i giovani ed è una fucina che ispirerà molti movimenti spiritualisti della Torino degli anni ’80, nonché un nuovo modo di fare cultura che influenzerà anche la musica. Un crogiuolo di esperienze che ha ispirato molteplici realtà culturali e musicali presenti ancora oggi nella città di Torino.

Filosofia, Meditazione e Musica del Vuoto

Nei primi anni ’80 a seguito dei suoi viaggi-studio in Bretagna sulle tracce della cultura celtica, intraprende un rapporto con le comunità autoctone del posto, in particolare con l’antica consorteria druidica della foresta di Brocéliande, da cui apprende la tecnica musicale della Nah-sinnar, la musica per meditazione detta anche “Musica del Vuoto”, e la disciplina della Kemò-vad, la meditazione dinamica chiamata anche “L’Arte del Gesto”. Dai viaggi in Bretagna trae ispirazione per i suoi saggi filosofici e sulla meditazione tra cui “Ricercatori d’Infinito”, “Armonia e Creatività della Meditazione”, “La Proposta Shan”, “L’Uomo e la Morte”.

In quegli anni inizia la collaborazione con Rosalba Nattero, alla quale lo unisce la comune ricerca sul simbolismo e le origini del mito del Graal. Insieme a Rosalba Nattero intraprende viaggi-studio nel Nord Europa in cui incontra le comunità di Scaldi moderni di Oslo e dell’Aia, i Gorsedd druidici della Contea di Meath (Irlanda) e di Inverness (Scozia). Incontri che si riveleranno preziosi per la ricerca sulle antiche tradizioni dei Nativi europei con il contributo di narrazioni relative alle vicende delle antiche culture norrene, che sfoceranno nei saggi “Il Cuore Antico” e “La mitica Città di Rama”.
L’incontro con L’Abbé Auffrai di Carnac e i contatti annuali con la Comunità Druidica di Paimpont (Bretagna) si riveleranno preziosi per la divulgazione della musica per meditazione e per l’antica disciplina della Kemò-vad. Da questi incontri scaturiscono i libri “Il mio flauto, la mia Anima” e “Danzare nel Vento”.

Giancarlo Barbadoro con Eileen Caddy, fondatrice della Findhorn Foundation, in Scozia

Nel 1986 a Forres (Scozia) fonda il movimento internazionale New Earth Circle, Cerchio di Nuova Terra, insieme con Rosalba Nattero, Eileen Caddy fondatrice della Findhorn Foundation ed esponenti di movimenti filosofici da varie Nazioni di tutto il pianeta. Il New Earth Circle ha lo scopo di promuovere una meditazione planetaria ogni martedì sera.
Nello stesso periodo incontra a Londra numerosi esponenti di movimenti filosofici interessati a promuovere la meditazione planetaria del New Earth Circle, tra cui Sir George Trevelyan, la principessa russa Helena Moutafian, la baronessa austriaca Edmée Di Pauli e la scrittrice Barbara Cartland.

Con il New Earth Circle promuove numerose iniziative sulla meditazione, come le meditazioni collettive a contatto con la natura e gli incontri di meditazione in occasione di eventi internazionali.
Nel 1987 fonda la rivista Shan International Magazine con uno staff internazionale. La rivista è pubblicata in lingua inglese e viene presentata a Londra in occasione del Festival Mind, Body & Spirit che si tiene alla Royal Horticultural Hall.

Nel 1988 al festival Mind, Body & Spirit di Londra tiene un concerto per meditazione eseguendo la Nah-sinnar al flauto. Nello stesso anno presenta la rivista Shan International Magazine a Firenze durante il convegno internazionale “Florence Convocation” a cui partecipa tutta la redazione, formata da redattori provenienti dal Regno Unito, dall’Olanda, dagli USA e dalla Bulgaria. Sempre nel 1988 partecipa con tutta la redazione di Shan International Magazine al congresso internazionale "Spiritual Renaissance" a Wassenaar, Olanda, a cui intervengono esponenti di movimenti filosofici europei come Elinor Detinger e la baronessa Edmée Di Pauli.

Nel 1990 fonda la rivista Meditazione Oggi per la divulgazione della filosofia della meditazione, alla quale viene allegato il bollettino “New Earth Circle News”.

Nel 1991 il suo metodo “Dimensionamento Integrativo” basato sulla meditazione con la Nah-sinnar, la “Musica del Vuoto” e sull’antica pratica della Kemò-vad, viene inserito dall’Assessorato per l'Istruzione della Città di Torino nelle attività educative extrascolastiche delle scuole torinesi. Nello stesso anno l’Aeronautica Militare compie una sperimentazione sugli effetti del metodo di meditazione con la Nah-sinnar a mezzo dell’elettroencefalogramma e, visti gli effetti positivi sulla lucidità dei volontari, propone di inserire il metodo nella preparazione dei piloti.
Nel settore della musica per meditazione conquista uno spazio che attira chi nella musica cerca benefici e ispirazione, e la sua "Musica del Vuoto" viene adottata da scuole di meditazione, musicoterapia e yoga.

Nel 1994 attiva i corsi gratuiti di introduzione alla meditazione, che proseguiranno annualmente con grande affluenza di pubblico, e nel 2002 inizia i seminari su “Meditazione e Ecospiritualità” per il Dipartimento di Neuroscienze - Sezione di Psichiatria dell'Università degli Studi di Torino. I Seminari fanno parte integrante del Corso di Perfezionamento in Psichiatria Transculturale.

Poesia, arte, musica e cultura celtica

Nel 1987 entra a far parte del progetto LabGraal (Laboratorio Musicale del Graal) di Rosalba Nattero, leader e voce solista del gruppo. Un progetto musicale che introduce la musica celtica in Italia, ispirato allo spirito tribale dell’anima celtica. Giancarlo Barbadoro partecipa al gruppo come flautista, poeta e compositore interpretandone l’anima più intimista. Molte delle sue poesie sono una denuncia sulla condizione di schiavitù degli animali nella nostra società.

Pubblica per Triskel Edition le raccolte di poesie “Sotto le Stelle, riflessioni di un alieno”, “Nel Segno del Graal”, quest’ultima corredata dalle illustrazioni della pittrice Angela Betta e con la presentazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. Presenta la sua nuova raccolta di poesie “Il Giardino dei Giunchi”, pubblicata dalla Keltia Editrice, al Salone Internazionale del Libro di Torino del 2013.
Partecipa a diversi recitals di poesie con poeti internazionali, come il Lakota Gilbert Douville, la poetessa francese Nicole Cordier, il poeta africano Brice Tjomb. Con quest’ultimo pubblica la raccolta di poesie in lingua francese Les Chants de Mère Terre dedicata alla montagna sacra del Popolo Bassa del Camerun.

La sua vena artistica si esprime anche nella pittura e con le sue opere partecipa a mostre personali e collettive. Già negli anni ’70 partecipa a una Mostra d’arte collettiva organizzata dalla rivista “Illustrato FIAT”, vincendo il primo premio della gara di pittura nell’ambito della mostra, con la sua opera “Dopo l’Uomo”.

Giancarlo Barbadoro con il LabGraal
in Bretagna

Con un crogiuolo di artisti d’avanguardia fonda nel 1988 a Torino la Galleria di Arte e Cultura Andromeda che organizza mostre d’arte, salotti culturali e incontri di meditazione.

La sua formazione musicale avviene a contatto con le tradizioni del nord Europa e dei Nativi americani, nel corso dei suoi frequenti viaggi in Bretagna e nei contatti con le culture delle nazioni indiane. L'incontro con l'aspetto intimista di queste tradizioni lo porta a sviluppare un suo personalissimo stile musicale che trasmette tutta la poesia del silenzio interiore.
Suonando con musicisti provenienti dalle tradizioni Hopi e druidiche Giancarlo Barbadoro acquisisce un'esperienza musicale con caratteristiche interiorizzanti. Insieme a Rosalba Nattero ha realizzato in Arizona l'album "Katchina" ispirato alle musiche dei Nativi americani del sud-ovest.
In ambito musicale pubblica diversi album sia con il LabGraal sia come solista eseguendo musica per meditazione alla tastiera e al flauto. Tra questi: In the light of Andromeda, Shan the meditation, Dreaming (registato in Australia con il musicista aborigeno Jida Gulpilil) e il recente The Green Path imperniato sul flauto sciamanico.

Allo scopo di promuovere la musica e la cultura celtica fonda a Torino insieme a Rosalba Nattero l’Associazione Culturale “Grotta di Merlino” (l’attuale “Garage di Arte & Cultura”), un club che raduna gli appassionati di celtismo, con successiva apertura di sedi nelle città di Roma e Asti.

Teatro Nuovo di Torino, Barbadoro
interpreta una delle sue poesie

Nel 2003 fonda il movimento “Nel Segno del Graal” con un gruppo di artisti costituito da musicisti, scrittori, registi e pittori. Insieme al cenacolo di artisti che compongono “Nel Segno del Graal” redige un Manifesto artistico che viene presentato al Garage di Arte & Cultura di Torino. Con i membri del gruppo sviluppa una serie di iniziative artistiche, mostre d’arte, concerti e spettacoli teatrali.

Il suo lavoro di divulgazione della cultura celtica e dei Popoli nativi del pianeta si è inoltre sviluppato negli anni con la pubblicazione di numerosi saggi pubblicati dalle Edizioni Triskel e dalla Keltia Editrice, tra cui Il Cuore Antico, Le Feste dei Celti, I Popoli Naturali e l’Ecospiritualità, Rama Vive, La Mitica Città di Rama e con articoli, interventi e interviste su giornali, riviste, trasmissioni radiofoniche e televisive.

I Popoli naturali e l’Ecospiritualità

Nel 1993 durante un viaggio in Arizona prende contatto, insieme a Rosalba Nattero, con la comunità Apache della riserva San Carlos. Intraprende una collaborazione con Ola Cassadore, leader della Apache Survival Coalition, allo scopo di tutelare Mount Graham, la montagna sacra degli Apache. Viene nominato insieme con Rosalba Nattero “rappresentante della Apache Survival Coalition”. La collaborazione continua negli anni successivi con incontri sia in Arizona che in Italia durante i quali promuove iniziative a sostegno degli Apache e raccolte fondi destinati alla loro lotta in difesa della montagna sacra.

Barbadoro sul monte Graham in Arizona
con la leader Apache Ola Cassadore

Nel 2000 fonda la Ecospirituality Foundation Onlus con Rosalba Nattero, Maurizio Poletto, Roberto Garosci, Nick Youldon, Anna Maria Bonavoglia, Camilla Novelli, Marco Pulieri, Luca Colarelli, Gianluca Roggero, Gilbert Douville (Nativo americano Lakota e portatore di pipa) e Daniel Zapata, (Nativo americano della nazione Chichimeca del Messico). I fondatori stilano il “Manifesto dell’Ecospiritualità” per la tutela dei diritti culturali e spirituali dei Popoli naturali e in particolare dei Nativi europei. Il manifesto è anche un impegno nella tutela dei diritti degli animali. Al primo nucleo si aggiungono Ola Cassadore e Mike Davis della Apache Survival Coalition.
Con la Ecospirituality Foundation organizza numerosi convegni e incontri sul tema dei Popoli naturali e dell’Ecospiritualità, con particolare attenzione al caso Mount Graham, promuovendo iniziative di beneficenza per la Apache Survival Coalition.

Sempre con la Ecospirituality Foundation promuove numerose iniziative di beneficenza dedicate ai rifugi per animali in difficoltà e ad enti di assistenza per l’infanzia. Per il suo impegno nei confronti della tutela degli animali la Ecospirituality Foundation, con la commissione SOS Gaia, entra a far parte della Consulta delle Associazioni di Volontariano Animalista della Città di Torino.
In quegli anni organizza con la Ecospirituality Foundation a Roma, presso il Campidoglio, la manifestazione “SOS Gaia, un aiuto per il pianeta e per tutti i suoi abitanti”, iniziativa che si inserisce negli eventi che organizza a difesa degli animali.

Presentazione del libro “I Popoli Naturali e l’Ecospiritualità” al Leichhardt Forum di Sydney

Nel 2001 pubblica il saggio “I Popoli Naturali e l’Ecospiritualità” scritto con Rosalba Nattero e Ola Cassadore e il libro riceve l’incoraggiamento dell’ONU, Alto Commissariato per i Diritti Umani. Il ricavato delle vendite del libro è destinato all’aiuto alle comunità native.
Il libro viene preso a riferimento da molte comunità native perché stigmatizza l’identità morale dei Nativi di tutti i continenti, sottolineando il legame spirituale che esiste tra di loro e mettendo in luce le enormi differenze che esistono tra la società maggioritaria e i Popoli naturali.
Il testo viene inserito nelle Biblioteche Comunali di Torino e provincia e presentato dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Torino a tutti i Dirigenti scolastici. Il libro “I Popoli Naturali e l’Ecospiritualità” viene tradotto in inglese e in francese e presentato in convegni internazionali in Europa, Australia e USA. Il testo viene inserito nel catalogo dell’ONU ed è presente nelle librerie delle Nazioni Unite di New York e Ginevra nel settore “Diritti Umani”.

L’impegno alle Nazioni Unite

Nel 2000 inizia la sua attività all’ONU partecipando alla Commissione per i Diritti Umani dell’ONU di Ginevra.
Nel 2002 partecipa al Working Group on Indigenous Populations dell’ONU di Ginevra e legge un intervento sul caso Mount Graham.

Giancarlo Barbadoro legge una Declaration in favore
del Popolo Bassa del Camerun al Permanent Forum
on Indigenous Peoples dell’ONU di New York

Nello stesso anno a Carnac in Bretagna, Francia incontra i rappresentanti dell’associazione Menhirs Libres con i quali attiva una collaborazione per la difesa dei Menhir di Carnac considerati il luogo sacro dei Popoli autoctoni della Bretagna, dal 1990 recintati e resi inaccessibili agli abitanti. Menhirs Libres lo nomina insieme a Rosalba Nattero “rappresentante della comunità tradizionale di Menhirs Libres” con delega alle Nazioni Unite.

Continua la sua partecipazione annuale al Working Group on Indigenous Peoples dell’ONU di Ginevra presentando appelli in difesa del caso Mount Graham e alla sessione del 2004 presenta il libro “I Popoli Naturali e l’Ecospiritualità” in un side event del forum.
Nel corso delle sessioni ONU incontra molti esponenti di organizzazioni indigene che entrano a far parte dello staff della Ecospirituality Foundation, tra cui Lez Malezer, Presidente del National Congress of Australia’s First Peoples (Australia), Gary Murray, Presidente della Wiran Aboriginal Corporation (Australia), Roberto Mucaro Borrero, Presidente della United Confederation of Taíno People (Caraibi).

Nel gennaio 2005 viene convocato all’ONU di New York per l’assegnazione alla Ecospirituality Foundation dello “Stato Consultativo con le Nazioni Unite”.

Giancarlo Barbadoro con il Premio Nobel
Rigoberta Menchù all’ONU di New York

Nello stesso anno viaggia in Australia in occasione di un tour con il LabGraal a Sydney e Melbourne e prende contatto con la comunità aborigena Wamba Wamba con cui instaura una collaborazione per la difesa dei loro luoghi sacri. Partecipa con Rosalba Nattero e il LabGraal ad una cerimonia intima aborigena e in quell’occasione viene nominato “Rappresentante del Wiran Aboriginal Corporation” con delega alle Nazioni Unite.
Sempre nel 2005, in Australia, tiene seminari sul celtismo e i Popoli naturali all’Università di Melbourne e al Leichhardt Forum di Sydney. Con il LabGraal realizza il CD Dreaming, registrato a Melbourne con il musicista aborigeno Jida Gulpilil, album che ottiene l’incoraggiamento dell’ONU, Alto Commissariato per i Diritti Umani.

Nel 2006 inizia una collaborazione con Brice Tjomb, esponente del Popolo Bassa del Camerun, per la difesa della montagna sacra Ngog Lituba. Sempre in quell’anno organizza la visita a Torino della delegazione del Popolo Bassa del Camerun per dare visibilità alla difesa della montagna sacra Ngog Lituba presso le istituzioni locali. Il Mbog Parliément lo nomina “Rappresentante del Mbog-Parlément del Camerun”.

Nel maggio 2006 partecipa al Permanent Forum on Indigenous Peoples dell’ONU di New York in qualità di delegato della Apache Survival Coalition (Arizona), della Wiran Aboriginal Corporation (Australia), della comunità Menhirs Libres (Bretagna) e del Mbog-Parlément (Camerun) leggendo all’assemblea un appello per le comunità che rappresenta. Durante i lavori del Forum presenta il suo libro “I Popoli Naturali e l’Ecospiritualità” che viene inserito nel catalogo della libreria dell’ONU di New York.

Australia, Barbadoro con il presidente del Wiran Aboriginal Corporation Gary Murray e Rosalba Nattero

Nel 2007 interpreta, insieme agli altri musicisti del LabGraal, il film “Shan, il cuore antico dei Popoli naturali” prodotto dalla Ecospirituality Foundation con la regia di Stefano Milla. Il lungometraggio racconta la realtà invisibile dei Popoli naturali attraverso le esperienze di Barbadoro e del LabGraal a contatto con le comunità autoctone del pianeta. Il film è realizzato con l’incoraggiamento dell’ONU, Alto Commissariato per i Diritti Umani, e patrocinato da Film Commission, Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, Presidenza del Consiglio Comunale di Roma, Apache Survival Coalition, Wiran Aboriginal Corporation, Menhirs Libres e altri enti internazionali.
Il film viene tradotto in inglese e francese e presentato a Torino, Roma, Carnac e proiettato in numerose sale italiane, rimanendo per tre mesi tra i film più visti in Italia. Viene poi presentato all’ONU di New York e di Ginevra e acquistato da Sky che lo inserisce per più di un anno nella sua programmazione. Il film ha ispirato il romanzo fantasy Shan di Anna Maria Bonavoglia.

Nel 2008 inizia una collaborazione con l’organizzazione “Ensemble Allons Dans la Paix” del Benin che lo nomina rappresentante della loro organizzazione. Insieme ad essa fonda la Ecospirituality Foundation Benin con lo scopo di diffondere la filosofia dell’ecospiritualità in Africa.
Nell’agosto 2012 viene nominato dignitario della Corte Reale di Dangbo, Benin, in qualità di “Dignitaire Honoraire du Royaume de Dangbo” dal Re dell’antico regno di Dangbo per il lavoro svolto dalla Ecospirituality Foundation nel Benin.

Durante il Permanent Forum on Indigenous Peoples di New York del 2010 fa un appello per la tutela delle culture dei Nativi europei e tiene una conferenza sulle comunità autoctone del nord Italia. Continua annualmente la collaborazione con l’ONU partecipando alle sessioni del Permanent Forum on Indigenous Peoples di New York e al Expert Mechanism on Indigenous Peoples di Ginevra .

Lo Stone Circle di Dreamland

Nel 1999 inizia la realizzazione del suo progetto “Stone Circle di Dreamland”, un cerchio di pietre costruito nel Parco naturale della Mandria con l’intento di dare continuità all’arte megalitica, presente in tutto il mondo, testimonianza di un’antica cultura che è viva ancora oggi anche nei territori piemontesi. Giancarlo Barbadoro, nella scelta del luogo dove sarebbe sorto il cromlech, è stato ispirato dal contatto con esponenti di antiche culture autoctone ancora presenti in Piemonte. Dai contatti con gli Anziani delle “Famiglie Celtiche” ha potuto avere l’indicazione di un antico luogo sacro dove molti secoli fa venivano celebrate cerimonie druidiche, ed ha voluto, con questa opera, dare una continuità simbolica a questa tradizione scegliendo quel luogo per il suo progetto.
Il Cerchio di Pietre di Dreamland è un’espressione artistica ispirata alla “Land Art”, una scultura architettonica realizzata in seno all’ambiente naturale con elementi scelti e raccolti nella natura.

Una meditazione con il flauto allo Stone Circle di Dreamland

Il progetto viene completato nel 2006 con la posa di un secondo cerchio composto da 12 pietre erette, alte 2 metri dal terreno, e con la posa di quattro massi in direzione dei punti cardinali. L’interno complesso ha un diametro di 40 metri. L’opera, ideata sulla base di elementi di archeoastronomia secondo le antiche scienze dei Celti, è nata con l’intento di avvicinare i visitatori a una esperienza di contatto intimo con la natura consentendo di interagire con gli eventi astronomici e dell’ambiente. Il Cerchio di Pietre di Dreamland ha suscitato un notevole interesse da parte di ricercatori e artisti da tutto il mondo, divenendo un teatro nella natura dove si svolgono incontri d'arte e dello spirito, come le performaces musicali del LabGraal, le letture di poesie, gli incontri di meditazione con il flauto e gli stages di Kemò-vad.

Il progetto “Rama Vive” e la Scuola di Kemò-vad Sole Nero

Nel 2007 vara con Rosalba Nattero il “Progetto Rama Vive” per la riscoperta delle tradizioni dei Nativi europei, con particolare attenzione alle tradizioni autoctone del Piemonte. La sua ricerca sui miti e sulle antiche tradizioni celtiche lo porta ad interessarsi al mito dell’antica città di Rama, una città ciclopica che sarebbe esistita in Valle di Susa, Piemonte, in epoche arcaiche. Il risultato delle sue ricerche è espresso nel libro scritto con Rosalba Nattero “Rama Vive” pubblicato da Edizioni Triskel, che viene presentato in numerosi convegni a Torino e provincia, nel documentario di Luca Colarelli “Rama Vive, megalitismo e tradizioni celtiche del Piemonte” ispirato all’omonimo libro, di cui scrive la sceneggiatura, e nel libro “La mitica Città di Rama” scritto sempre con Nattero, pubblicato da Keltia Editrice e presentato al Salone Internazionale di Torino 2013.

Il convegno “Alla ricerca di intelligenze diverse”
organizzato da Giancarlo Barbadoro al
Cinema Teatro Empire con ricercatori internazionali

Sempre nel 2007 diventa membro dell’EUS-European UFO Survey, gruppo europeo di ricercatori e scienziati indipendenti e con loro organizza al Cinema Teatro Empire di Torino, nel marzo 2008, il convegno “Alla ricerca di Intelligenze Diverse” a cui partecipano astronomi e ricercatori internazionali.

Nel 2009 attiva una collaborazione con l’organizzazione Giza for Humanity, ente internazionale che si occupa di archeologia e megalitismo, di cui diventa partner insieme a scienziati, astronomi e archeologi di varie Nazioni. Nello stesso anno viene invitato a Parigi a partecipare al convegno "Quelques Mystères Anciens" organizzato da Giza for Humanity. Durante il convegno presenta il progetto “Rama Vive” coadiuvato da un video sui megaliti in Piemonte.
Sempre nel 2009 tiene un seminario di Antropologia e Cosmologia per il Gruppo Astrofili Hubble di Fiano (TO) e inizia una collaborazione con la Biblioteca Comunale di Fiano, che diventa una delle sedi della Scuola di Kemò-vad Sole Nero.

Nel 2010 avvia l’iniziativa “Cantiere Culturale di Dreamland nel Parco della Mandria, Piemonte, per promuovere la riscoperta della cultura celtica e dei Popoli autoctoni come presenze vive sul pianeta, a mezzo di conferenze, stages e workshop a contatto con la natura.

Cerimonia del Conferimento alla Palestra della Scuola Media
di Fiano (TO). Giancarlo Barbadoro consegna gli attestati di frequenza agli allievi della Scuola di Kemò-vad Sole Nero

Nello stesso anno presenta al Salone Internazionale del Libro di Torino il saggio “Il Cuore Antico”, scritto con Rosalba Nattero, pubblicato dalla Keltia Editrice in cui sono raccolti due decenni di ricerche sulle culture dei popoli autoctoni dell’Europa. Dal libro viene tratto il documentario “Il Cuore Antico, per non dimenticare” di Luca Colarelli a cui partecipa come sceneggiatore, che viene presentato in versione inglese all’ONU di New York.

Nel 2011 fonda insieme a Rosalba Nattero la “Scuola di Kemò-vad Sole Nero” per promuovere una antica disciplina druidica nelle sue componenti di meditazione, storia, cultura, su specifico mandato della comunità druidica di Brocéliande, attivando corsi di base e stages alla Palestra di Dreamland, nel Parco della Mandria, presso la Palestra della Scuola Media di Fiano (TO), al Garage di Arte & Cultura di Torino e organizzando dimostrazioni in parchi pubblici e piazze.
Nello stesso anno presenta al Salone Internazionale del Libro di Torino il suo saggio Danzare nel Vento, armonia e benessere della Kemò-vad.

Nel 2012, nell’ambito della Scuola di Kemò-vad Sole Nero, fonda l’ “Università dei Nativi Europei Sole Nero” che costituisce un laboratorio di cosmologia e antropologia della tradizione celtica.

L’attività editoriale

Oltre all’impegno letterario, la sua attività come giornalista si esprime con l’opera di divulgazione sulle antiche tradizioni e sulla mitologia celtica attraverso la collaborazione con giornali e riviste e con interviste a radio e televisioni.

Giancarlo Barbadoro a Radio Flash

Nel 2003 inizia la collaborazione settimanale come giornalista opinionista alla trasmissione radiofonica di Rosalba Nattero “Nel Segno del Graal” sull’emittente piemontese Radio Flash (FM 97.6 – online: www.radioflash.to). Collaborazione che continua tuttora.

Insieme a Rosalba Nattero fonda la casa editrice Triskel che pubblica libri su celtismo, poesia, meditazione, antiche tradizioni e scienze d’avanguardia. Triskel diviene anche un’etichetta discografica indipendente che pubblica album di musica celtica ed etnica.

Nel luglio 2007 fonda ShanCommuniyRadio, una web-radio che si occupa di celtismo, Popoli naturali, animalismo e musica. Nel 2011 fonda insieme a Rosalba Nattero e Gino Steiner Strippoli, con una redazione internazionale, la rivista online Shan Newspaper (www.shan-newspaper.com), organo ufficiale della Ecospirituality Foundation, sui temi dell’ecospiritualità e per la divulgazione di una cultura tra scienza e insolito.

Giancarlo Barbadoro a Rete 7

Nel 2014 inizia la sua collaborazione con il programma televisivo SOS Gaia Il pianeta vivo sull’emittente Rete 7 coadiuvando Rosalba Nattero nella conduzione.

Aneddoti ed eventi curiosi

La vita di Giancarlo Barbadoro è stata spesso costellata da eventi non convenzionali che lo hanno accompagnato nel tempo, e che egli ricorda come una sorta di visione alternativa del mondo ordinario. Alcuni di questi fatti possono tradursi in una sequenza di aneddoti, forse non slegati tra di loro, che in molti casi hanno segnato una svolta nella sua vita, rivelando un percorso di esperienze che hanno indirizzato la sua curiosità e si riflettono nella sua creatività.

Giovanissimo, incontra in una radura della foresta vercellese, dove abita, una esponente di una antica tradizione autoctona. Gli incontri, che si protraggono per alcuni anni, lo introducono ad una storia alternativa del pianeta. Questo evento sarà determinante per le sue esperienze nel campo delle antiche civiltà scomparse, nello studio del megalitismo e nella ricerca sulla meditazione.

Sempre da giovanissimo, l’incontro con un cacciatore che sparò a un coniglio davanti a lui, senza che egli riuscisse a fermarlo, fu cruciale per il suo futuro impegno animalista.

Ancora in giovane età, ricoverato in ospedale per una emorragia gastrointestinale, fu sul punto di morire. Entrò in coma senza battito cardiaco ed ebbe una significativa esperienza NDE. Questo fatto lo segnò profondamente e fu la spinta per la ricerca su una possibile spiegazione all’evento della morte.

Negli anni ’70, nel periodo in cui rivestì il ruolo di vice presidente dell’Osservatorio astronomico di Ceres fu testimone di un oggetto a forma di piramide che sorvolava il cielo di Torino. Questo evento lo porterà ad occuparsi del tema UFO alla ricerca di una spiegazione.

Sempre negli anni ’70 la cittadina di Ceres, in Piemonte, era stata teatro di numerosi avvistamenti di oggetti luminosi. Interpellato dal Sindaco come esperto sull’argomento UFO, al termine di una sua conferenza presso la sala cinematografica di Ceres avvenne un incontro insolito con un ragazzo dall’aspetto di un decenne che gli si presentò come un alieno. L’evento di per sé banale gli rimase impresso nella memoria per via delle inconsuete sembianze di adulto e la vigorosa stretta di mano del ragazzo.

Ancora in quegli anni l’incontro con un contadino della Valle di Susa fu illuminante per la sua ricerca sull’antica città ciclopica di Rama. Il contadino mostrò a Barbadoro e all’archeologo Mario Salomone un contenitore di pietra dentro cui vi erano delle lamine in oro. Le lamine erano state trovate in una stanza sotterranea che i contadini avevano esplorato dentro il complesso di quelle che definivano le “mura di Rama”. Le lamine portavano delle scritte in greco antico che furono tradotte da un linguista. Sulle lamine erano incise molte leggende che parlavano della città di Rama. Questo fu per Barbadoro l’inizio dell’appassionata ricerca sulle tracce di Rama.

Negli anni ’80 per un caso fortuito si trovò a partecipare ad una imprevista performance musicale al Festival Mind, Body & Spirit di Londra. Da quell’evento nacque il suo percorso musicale con Rosalba Nattero e il LabGraal.

Nell’ex-Jugoslavia degli anni ‘80, Barbadoro e Nattero ebbero insieme un’esperienza di tipo non convenzionale, che essi definirono “l’incontro con la porta di plasma”, esperienza che segnò una svolta significativa nella vita di entrambi.

L’incontro fortuito e apparentemente casuale di Barbadoro e Nattero con il druido della foresta di Brocéliande, in Bretagna, fu invece determinante per l’apprendimento e la divulgazione della Musica del Vuoto e della Kemò-vad.

Sempre in quegli anni, a Forres (Scozia) Barbadoro e Nattero incontrarono, in maniera apparentemente casuale e inspiegabile, numerosi esponenti di movimenti spirituali da tutto il pianeta, incontro che determinò il progetto di un nuovo rinascimento spirituale e che sfociò nel New Earth Circle la cui gestione venne affidata a Barbadoro e Nattero.

Negli anni ’90, durante uno dei viaggi in Arizona per incontrare gli Apache San Carlos, Barbadoro ebbe modo di scoprire e fotografare impronte di sauro accostate a impronte umane e calzate.

Di ritorno da uno dei viaggi in Bretagna, viaggiando in auto di notte sui Pirenei, Barbadoro e Nattero furono accompagnati a distanza ravvicinata per circa 50 Km da due UFO.

Al ritorno da uno dei viaggi all'ONU di New York un UFO accompagnò per qualche ora l'aereo su cui viaggiavano Barbadoro e gli altri delegati della Ecospirituality Foundation. L’oggetto fu fotografato.




Web credits  
© Giancarlo Barbadoro